La prudenza intesa nella sua giusta rappresentazione è una
virtù preziosa perché noi viviamo in un continuo stato di
cambiamenti.
Non possiamo mai sapere prima in modo preciso che cosa
accadrà dopo, ci troviamo di fronte ad emergenze, a volte
del tutto inspiegabili.
Allora l’uomo prudente lungi dall'essere un ritardatario, è
un anticipatore, uno che vuole indagare una circostanza che
non si è mai prodotta prima, per dare la migliore risposta.
In questo senso la prudenza somiglia ad un’arte ed ha,
comunque, una sua originalità.
Ma è legata soprattutto ad una costante osservazione dei
casi e alla memoria che di questi casi riusciamo a
mantenere, in altre parole all’esperienza maturata.
Perché è vero che un evento presenta sempre una sua
particolarità, ma non nasce mai dal nulla.
Solo l’assolutamente improbabile è imprevedibile, ma allora
siamo di fronte alla sventura.
Il prudente invece riesce a stabilire un collegamento tra
passato e futuro.
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Se frequento una persona e vedo più o meno come reagisce
quando è in uno stato di depressione, quando è
in uno stato di entusiasmo, la capacità di applicazione che
ha nel lavoro, la capacità di rispettare gli impegni, oppure
se non è sufficientemente affidabile, se è timida.
In base a
queste conoscenze riuscirò a prevedere come quella persona
si comporterà nelle varie situazioni.
Il navigante conosce i venti e sa come si muovono, qual è il
loro ciclo, e allora nella tempesta non viene preso dal
panico, ma più o meno riesce a poter immaginare il decorso
della rotta dentro la mobilità del vento, se deve
immediatamente abbassare le vele, come deve tenere il
timone, tutte quelle soluzioni che l'esperienza in quanto
navigante ha fatto maturare in lui.
È da questa serie di osservazioni che scaturisce la
sapienza.
La memoria diventa una matrice della sapienza per il futuro.
La prudenza richiede la FORZA per essere messa in pratica.
Se non abbiamo la forza di impegnarci così come il momento
richiede, il fatto che noi con la prudenza riconosciamo
quello che dobbiamo fare, non lo faremo mai se non avremo la
fortezza e quindi la capacità di impegno e di rischio per
attuare quello che abbiamo riconosciuto.
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