Giancarlo Sacconi

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Le linee guida della nuova gestione

Per realizzare la più completa trasparenza ed efficacia operativa della Società, furono assunti provvedimenti
che si tradussero in cambi di rotta abbastanza drastici, tra cui:

  • Abolire il rilascio di garanzie fidejussorie, massima fonte di perdite.

  • Eliminare le consulenze esterne inutili e a volte dannose, perchè influenzate da pressioni nteressate e non controllabili. Spesso promosse per giustificare un provvedimento economicamente non valido.


  • Limitare le assunzioni di personale allo stretto necessario (in 7 anni furono 4), e comunque solo attraverso selezioni nell'ambito consiliare. Fino ad allora i partiti l'avevano fatta da padroni.


  • Evitare partecipazioni di venture capital.


  • Favorire prestiti obbligazionari.


  • Ritirare il sostegno della Finanziaria a quelle situazioni aziendali, cooperative e aziende in difficoltà, la cui gestione veniva affidata ad amministratori di "fiducia" della Finanziaria e da questa retributi. Questi, tutti indistintamente, prolungavano la vita dell'azienda oltre ogni ragionevolezza, attingendo a risorse ingenti anno dopo anno, e dando vita a un evidente conflitto di interessi, che coIncideva con l'interesse politico diretto a mantenere più a lungo possibile l'occupazione


  • Bloccare gli interventi assistenziali.

 
  • I Sindacati furono informati che i "salvataggi" di aziende non sarebbero stati più finanziati. In questo caso il consenso fu totale, perchè la situazione era diventata insostenibile. Nei 7 anni di gestione questo tacito concordato funzionò, anche se non mancarono in seguito, per altri motivi, screzi anche importanti.


  • Effettuare la Revisione e Certificazione del Bilancio affidandola ad una Società di primaria importanza nazionale (fu scelta la la Deloitte & Touche), per mettere a tacere le insinuazioni circa la non trasparenza dei conti, che avevano accompagnato gli ultimi anni della precedente gestione.


  • Convocare una conferenza programmatica, per comunicare pubblicamente queste linee.


  • Promuovere un ruolo più compartecipe e propositivo delle Associazioni di categoria, dalle quali si ebbe poi un contributo serio e consapevole.


  • Promuovere la revisione delle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione della precedente gestione nella sua ultima riunione. In quella sede furono impegnate in blocco risorse per almeno i due anni successivi. Il passaggio delle consegne comportò una vacanza operativa di un paio di mesi. Il nuovo Consiglio (che comprendeva anche consiglieri riconfermati) fu perciò chiamata a riconsiderare le deliberazioni assunte in quella seduta, essendo ormai trascorso un considerevole lasso di tempo. Il risultato fu che si riconobbe all'unanimità che quasi tutte le situazioni riesaminate presentavano una realtà deversa e tale da non giustificare, per motivi diversi, gli interventi finanziari a suo tempo proposti. Le proteste e le pressioni furono vibranti, da ogni dove, ma tutte rispedite al mittente. E fu subito giorno.


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